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Enrico Alletto

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government forum su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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Il luogo comune della rete come sinonimo di brutti incontri

“Si conoscono sul Web, lui mente e la uccide”.
Titolo esplicativo quanto inquietante riportato dal Corriere.it, che fa riferimento alla vicenda di una 28enne uccisa dal fidanzato conosciuto su internet.
Sembra inverosimile che in una vicenda come questa le motivazioni del gesto possano essere seriamente ricercate nel modo in cui i protagonisti si sono conosciuti. Per i molti mesi successivi al primo incontro, infatti, l’uomo in questione avrebbe raccontato bugie alla fidanzata: «Diceva di essere medico presso l’esercito, di aver lavorato come pilota di elicottero in Afghanistan – i suoi genitori abitavano lungo l’elegante viale Elbschussee, davano del tu al celebre attore Til Schweiger, mentre la zia allevava cavalli in Inghilterra».

Accantonando per un attimo il tema che nell’articolo del Corriere sembra essere centrale, cioè un fidanzato killer conosciuto sul web, resta sempre il fatto che le persone squilibrate esistono nella realtà di tutti i giorni cosi com’e’ ovvio che esistano nella rete. Seguendo paradossalmente lo stesso ragionamento e’ altrettanto probabile conoscere, attraverso internet, persone dalle idee e dai sentimenti straordinari, solo non bisogna mai dimenticare che online entrambe le probabilità aumentano drasticamente.

Casi estremi a parte, non credo che per colpa di vicende come questa si debba tornare ad avere quell’anacronistica psicosi della rete che tende a considerarla sistematicamente come sinonimo di brutti incontri. Da anni e’ ormai chiaro che si puo’ benissimo utilizzare il web per finalità che esulano dalla sfera sentimentale piu’ intima senza per questo privarsi delle sue enormi oppurtunita’, magari aggiungendo solo un po’ piu’ di accortezza nei rapporti coltivati davanti allo schermo di un pc.

E chissà che, cosi facendo, non si ottenga quasi gratuitamente, quel tanto ricercato “buon esempio” verso le nuove generazioni. Magari abbandonando quel bisogno ricorrente di proiettare inutili allarmismi verso un fenomeno che si conosce cosi poco e che forse varrebbe la pena di comprendere un po’ piu’ approfonditamente prima di additarlo.

Resta solo da chiedersi se questa notizia avrebbe avuto la stessa “rilevanza” se il fidanzato fosse stato conosciuto per esempio in Discoteca o in un Night ed avesse poi seguito lo stesso fatale epilogo di questa triste vicenda.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government italiano su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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