Enrico Alletto

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government forum su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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un blog su cittadinanza digitale e considerazioni personali

DESI 2020: Italia debole sulle competenze digitali di base come nel 2018

Puntuale come ogni anno dal 2014 esce il DESI, lo strumento mediante cui la Commissione Europea monitora la competitività digitale degli Stati membri, nella versione 2020 disponibile anche in italiano.

Panoramica tratta da DESI 2020

Per l’edizione 2020 l’Italia si colloca al 25º posto fra i 28 Stati membri dell’UE.

I dati precedenti la pandemia indicano che il paese è in una buona posizione in termini di preparazione al 5G, in quanto sono state assegnate tutte le bande pioniere e sono stati lanciati i primi servizi commerciali.

Sussistono carenze significative per quanto riguarda il capitale umano.

Rispetto alla media UE, l’Italia registra livelli di competenze digitali di base e avanzate molto bassi. Anche il numero di specialisti e laureati nel settore TIC è molto al di sotto della media UE. Queste carenze in termini di competenze digitali si riflettono nel modesto utilizzo dei servizi online, compresi i servizi pubblici digitali.

Solo il 74% degli italiani usa abitualmente Internet.

Sebbene il paese si collochi in una posizione relativamente alta nell’offerta di servizi pubblici digitali (e-government), il loro utilizzo rimane scarso. Analogamente, le imprese italiane presentano ritardi nell’utilizzo di tecnologie come il cloud e i big data, così come per quanto riguarda l’adozione del commercio elettronico.

Covid19 e ruolo del digitale

Benchè i dati del report sono relativi al 2019 si fa notare che gli effetti dell’attuale crisi Covid-19 sui principali indicatori sociali riguardanti la fruizione dei servizi Internet da parte dei cittadini sono rilevanti.

In una sezione specifica del rapporto si legge: “L’Italia ha adottato numerose iniziative in ambito digitale per far fronte alla crisi Covid-19. Il governo ha adottato un pacchetto di misure volte a rispondere all’aumento del consumo di servizi di comunicazione elettronica e di traffico di rete.

Agli ospedali pubblici sono state fornite connessioni Wi-Fi gratuite. Il governo ha anche rivolto la propria attenzione alle scuole, promuovendo la diffusione di strumenti e piattaforme digitali, la fornitura di dispositivi agli studenti meno abbienti e l’accesso a connessioni ultraveloci e ai servizi connessi.

Le 5 dimensioni del DESI 2020

Connettività: l’Italia risulta non essere mal posizionata sotto questo aspetto, addirittura in termini di preparazione al 5G si colloca ben al di sopra della media UE. La diffusione della banda larga fissa ad almeno 100 Mbps è passata dal 9% nel 2018 al 13% nel 2019. La diffusione della banda larga mobile (89 abbonamenti ogni 100 persone) è rimasta stabile rispetto al 2018.

ConnettivitàCapitale umano: Nel 2019 l’Italia ha perso due posizioni e si colloca ora all’ultimo posto nell’UE per quanto riguarda la dimensione del capitale umano. Solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni possiede almeno competenze digitali di base (58% nell’UE) e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base (33% nell’UE).

Capitale umanoUso dei servizi Internet: Nel complesso, l’uso dei servizi Internet in Italia rimane ben al di sotto della media UE. Lo scarso uso dei servizi Internet riflette il basso livello di competenze digitali. Le attività online più diffuse sono l’ascolto di musica, la visione di video o giochi, seguite dalle videochiamate, dalla lettura di notizie e dall’uso dei social network. Seguire un corso online e vendere online sono le attività meno diffuse. Gli indicatori sono rimasti complessivamente stabili nell’ultimo anno.

Uso servizi internetIntegrazione delle tecnologie digitali: L’Italia si colloca al 22º posto nell’UE per quanto riguarda l’integrazione delle tecnologie digitali. Non vi è stato quasi nessun progresso per gli indicatori di cui sopra, se non con riferimento all’uso dei social media. La percentuale di imprese che utilizza i social media è salita al 22% (vicina alla media UE del 25%). L’uso dei servizi cloud è rimasto stabile (utilizzati dal 15% delle imprese italiane) e appena al di sotto della media UE (18%).

Tecnologie digitaliServizi pubblici digitali: L’Italia supera l’UE per quanto riguarda il livello di completezza dei servizi online. La bassa posizione occupata nella classifica generale è dovuta allo scarso livello di interazione online tra le autorità pubbliche e il pubblico in generale. Solo il 32% degli utenti italiani online usufruisce attivamente dei servizi di e-government (rispetto alla media UE del 67%).

DESI 2020: Servizi pubbliciConsiderazioni generali

Benché sia stato istituito il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, con funzioni di coordinamento, evidentemente non ha avuto tempo di incidere sul rapporto. La banda larga ed in particolare sul 5G il nostro paese risultano sopra la media europea e questo è decisamente ottimo, ma non basta.

La dimensione legata al capitare umano, cioè le competenze digitali di base dei cittadini ed anche le competenze superiori a quelle di base sono tra le più basse dei paesi della UE esattamente come quando nel 2018 il DESI rilevava una mancanza di strategia per il capitale umano.

La musica, i video e soprattutto i giochi restano in vetta alle preferenze degli italiani anche se cresce l’uso delle video chiamate, Covid19 docent.

Un passaggio del DESI 2020 però non mi è chiaro. Quando si parla di servizi pubblici digitali sembra che siano completi (sopra la media UE), ma che la colpa della bassa posizione in questo caso sia da imputare allo scarso uso da parte degli utenti. Si è quindi superata la complessità di utilizzo?

Repubblica Digitale su DESI 2020

Open Genova, che ho fondato sul finire del 2012 da settembre 2019 aderisce a “Repubblica Digitale”, un’iniziativa promossa e coordinata dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e finalizzata ad intraprendere azioni concrete per promuovere le competenze digitali.

Repubblica Digitale si concentra su 3 azioni: 1) potenziare le competenze digitali di base; 2) promuovere il miglioramento delle competenze e la riqualificazione della forza lavoro; 3) sviluppare le competenze in materia di TIC e tecnologie emergenti. Non ha fondi, almeno non che io sappia, e questo demanda alla buona volontà dei singoli nel portare avanti suddette azioni.

La capacità istituzionale di: 1) coordinare soggetti spesso eterogenei quali imprese, comuni, altri enti pubblici e associazioni 2) valorizzare i progetti maggiormente in linea con Repubblica Digitale 3) fare il modo che i “soliti noti” non mettano in ombra le micro iniziative sparse sul territorio nazionale saranno elementi chiave per la buona riuscita di questa iniziativa.

Conclusioni

Chiudo con la speranza che gli scarsi risultati sul capitale umano in ambito digitale non vengano presi a pretesto per spalmare Coding & Robotica come non ci fosse un domani a partire dall’asilo nido.

Alziamo le nostre competenze digitali, ma facciamolo possibilmente senza metterci nelle mani di interessi “altri” e senza tralasciare il contesto attorno a cui crescono i nostri ragazzi.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government italiano su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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