Enrico Alletto

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government forum su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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Genova Digitale: proposte per il futuro

Genova Digitale è un progetto-pilota partito ufficialmente a settembre e terminato a dicembre 2015, ideato dalla squadra genovese dell’Associazione Digital Champions e realizzato con il Comune di Genova.

Il progetto è stato suddiviso in tre parti: 1. incontri pubblici nelle sedi delle associazioni che aderivano al progetto su temi di divulgazione digitale: app per tablet e smartphone, servizi online (pubblici e privati) e social network. 2. Installazione di postazioni PC Linux personalizzate per facilitarne l’utilizzo e contenenti materiale di approfondimento 3. raccolta di feedback anche tramite questionari sulle attività svolte.

Quando siamo partiti con un budget stanziato per la sua realizzazione pari a zero spaccato in molti non hanno creduto nel progetto che invece giorno dopo giorno è riuscito a coinvolgere sempre più persone in giro per i quartieri.

Ecco qualche numero alla fine delle attività:

  • 1     mese di incontri pubblici
  • 9     Municipi coinvolti su 9
  • 72     incontri pubblici divulgativi
  • 18     postazioni Linux installate
  • 23     volontari attivati (digital champions/tutor)
  • 27     associazioni coinvolte

Le caratteristiche principali del progetto erano essenzialmente due: la prima si rifà alle politiche pubbliche collaborative ed all’auto selezione da parte delle associazioni partecipanti e ai digital tutor che hanno animato le sessioni divulgative seguendo un modello condiviso. La seconda caratteristica innovativa punta su una inedita collaborazione tra il personale del Comune e i membri dell’associazione Digital Champions: gli orari di lavoro sfasati e le caratteristiche del progetto hanno reso necessaria l’adozione di strumenti per la gestione delle attività da remoto in una modalità inedita per il personale coinvolto (smart job).

Il poco tempo a disposizione per la sua realizzazione sommata alle altre caratteristiche sopra descritte non ha prodotto una vera digitalizzazione delle persone coinvolte, ma il progetto-pilota ha alzato l’attenzione su diversi aspetti interessanti:

  1. ha creato domanda di digitale, molte persone stanno già chiedendo il bis del progetto
  2. ha sperimentato con successo una inedita modalità di lavoro pubblico/privato
  3. ha attivato buone energie sul territorio (associazioni e singoli cittadini)
  4. ha gettato le basi per il consolidamento di un ecosistema sul digitale che per una volta non parte dalle aziende ma dalla società civile
  5. ha rilanciato il ruolo della “regia istituzionale” sui temi della partecipazione e dell’innovazione digitale

Alcune scelte sulla digitalizzazione sono scelte strategiche e non possono competere più solo alle strutture informatiche, ma necessariamente all’organo politico … che quindi deve esse consapevole delle proprie scelte” dice Luca Attias, Direttore Generale Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti.

Per digitalizzare i propri cittadini occorre dunque digitalizzare le istituzioni e per farlo spesso non basta aggiornare la strumentazione informatica o lanciare una nuova app, ma occorre lavorare sull’integrazione degli uffici interni, di tutti gli uffici interni. La digitalizzazione da tempo ormai non è più solo “roba da sistemi informatavi”.

Penso ai dipendenti che siedono dietro gli sportelli del cittadino che di frequente sono poco affini anche solo a suggerire l’utilizzo di servizi online del Comune o all’ufficio che si occupa di Open Data (dati aperti) spesso in difficoltà perché non riesce ad interfacciarsi con i colleghi degli altri uffici quasi sempre organizzati secondo uno storico modello a compartimenti stagni.

A Genova esistono molte nuove iniziative che si stanno facendo largo con il digitale, (giornali dal taglio innovativo o che si rinnovano continuamente, web TV, piattaforme social, ecc.) ma se non c’è la risposta dell’utenza, se le persone continuano a percepire internet solo come uno strumento oscuro di cui non comprendono l’utilità sarà difficile creare nuove opportunità di sviluppo nei settori affini.

Una proposta per il futuro potrebbe essere quella di consolidare una forte presenza istituzionale che si prenda in carico i temi dell’alfabetizzazione digitale ai cittadini e dell’integrazione degli uffici pubblici un po come a Genova si sta facendo con la riqualificazione degli immobili dismessi di proprietà comunale. Tenderei però ad escludere assessorati come quello all’innovazione che pure sta iniziando a diffondersi in Italia, forse in questo caso occorrerebbe qualcosa di un po più specifico e misurabile come un assessorato all’integrazione digitale magari composto da uno staff che coinvolga impiegati e funzionari con attitudini all’integrazione digitale già oggi attivi ma spesso troppo isolati per riuscire ad incidere veramente.

Copertura di banda larga nelle zone che ne hanno bisogno e sconti agli anziani che si “fanno internet” a casa potrebbero essere ulteriori strumenti, applicabili a livello regionale, da aggiungere a quelli culturali già messi in campo per fungere da volano alla diffusione del digitale sul nostro territorio.

Genova Digitale ci ha insegnato che le buone energie in città ci sono e se ben indirizzate hanno voglia di attivarsi. Nel 2016 è tempo per le istituzioni locali, che hanno già dimostrato di essere mature sui temi del digitale, di agire da protagonisti. La sfida è lanciata!

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government italiano su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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