Enrico Alletto

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Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government forum su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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Rapporto sulla conoscenza 2018: la diffusione dell’uso consapevole di Internet

Rapporto sulla conoscenza 2018 è il volume presentato per la prima volta dall’Istat.

Il testo propone una lettura integrata delle diverse dimensioni della creazione, della trasmissione e dell’uso della conoscenza nella vita delle persone e nell’economia esaminando la posizione dell’Italia in ambito europeo e il cammino fatto dal nostro paese. Non manca un’analisi sul ruolo dell’istruzione nel sistema produttivo condotta sulle piccole imprese e i dati sulla diffusione dell’uso consapevole di Internet in Italia.

La diffusione dell’uso del computer e di Internet

Rapporto sulla conoscenza 2018Nel 2017 la diffusione dell’uso del computer ha raggiunto l’85% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni, mentre in Italia poco meno del 70% (48% nel 2008). Il rapporto evidenzia come la diffusione sia “collegata all’attività lavorativa degli individui, e all’acquisizione e uso di conoscenze formali nella vita privata

Un punto importante che emerge dal Rapporto sulla Conoscenza 2018 è la regolarità: il 64% degli adulti nell’Ue usa il computer quotidianamente (15 punti in più che nel 2008). L’uso quotidiano è legato alla disponibilità in ambiente domestico (in Italia, di oltre 10 punti al di sotto della media europea), ma le correlazioni più forti sono riferite all’età e all’istruzione: tranne che nei paesi leader, il differenziale tra le persone di 16-24 anni e quelle di 55-74 supera i 30 punti percentuali.

Il ritardo italiano nella diffusione delle tecnologie digitali

Rapporto sulla conoscenza 2018Tra il 2008 e il 2017 la quota di utenti regolari cioè che almeno una volta a settimana accedono ad internet nella popolazione europea tra 16 e 74 anni è aumentata dal 56 all’81%, con un ordinamento dei paesi non molto differente rispetto all’uso di computer.

Nel Rapporto sulla Conoscenza 2018 troviamo che in Italia, gli utenti regolari si fermano al 69% (erano però solo il 37% nel 2008): il ritardo italiano attraversa tutte le fasce d’età, compresa quella dei più giovani, ed è più marcato per la classe delle persone di 65- 74 anni (al 27%), che sconta un minor livello d’istruzione: tra le persone di 65-74 anni laureate gli utenti regolari sono infatti il 73,7%, più che nell’intera popolazione. D’altra parte, nel nostro paese quasi tutti gli utenti regolari lo sono su base quotidiana (categoria, questa, in cui il distacco con l’Ue è molto minore).

Forti nell’uso dello Smartphone

Rapporto sulla conoscenza 2018Una parte del divario nell’uso di Internet in Italia e altri paesi è stato colmato dai piani tariffari nella telefonia mobile che, rendono universale la possibilità di accesso per chiunque sia dotato di uno smartphone, offrendo connessione in mobilità e diffondendo l’essere sempre online, soprattutto tra i giovani. Ciò ha contribuito – in tempo di crisi – a far declinare gli abbonati alla rete fissa, che nel nostro paese sconta anche un severo ritardo negli investimenti per la banda ultralarga, attualmente in fase di recupero. La quota di individui che utilizza dispositivi sia fissi sia mobili per la connessione è, infatti, tra le più basse in Europa.

Non sempre però l’uso dello smartphone è indirizzato ad attività utili e positive.

L’uso di computer e internet rappresentano condizioni necessarie ma non sufficienti per sfruttare appieno le opportunità offerte dalle Ict nella società della conoscenza: determinanti, per questo scopo, sono le abilità personali e, insieme, gli usi che gli individui fanno delle tecnologie.

Attività e abilità digitali

Rapporto sulla conoscenza 2018L’utilizzo di computer e Internet è un prerequisito fondamentale per l’inclusione digitale.

Tra le attività informatiche a diffusione più ampia nella popolazione troviamo l’impiego dei software di editing per integrare testo con immagini o tabelle e la capacità di farlo in maniera avanzata. Gli italiani hanno capacità generali analoghe a quelle prevalenti negli altri paesi europei.

La diffusione della programmazione (sempre nell’ultimo trimestre), misurata sulla classe dei 16-24 anni, rivela un quadro più variegato, che risente della formazione specifica in età scolare. In Italia è pari all’11% dei giovani, poco sotto la media Ue (13%) e i valori registrati nelle altre maggiori economie.

La tipologia di attività svolte sul web risultano indicative delle abilità e degli interessi che riflettono in misura rilevante anche le caratteristiche socio-economiche, tra cui in primo luogo cultura ed età.

La diffusione più ampia e omogenea tra paesi della UE si osserva per l’accesso a musica, video o giochi, praticato dall’80% circa di chi ha utilizzato internet nei tre mesi precedenti. I servizi bancari online, pure se utilizzati dal 60%, risentono maggiormente delle disponibilità economiche e delle abilità individuali: quasi universali in Finlandia, sono invece utilizzati da meno del 10% in Bulgaria.

Focus sugli utenti italiani

Rapporto sulla conoscenza 2018Nel Rapporto sulla Conoscenza 2018 gli utenti internet del nostro paese si concentrano in un numero ridotto di attività, perlopiù di carattere passivo e poco avanzato.

Gli utenti italiani si collocano nella fascia bassa della graduatoria per l’invio di email, l’uso più diffuso in assoluto, e ultimi o nelle ultime posizioni per gli usi a carattere informativo (leggere giornali, documentarsi sulla salute, raccogliere informazioni su prodotti), i servizi bancari (40%), la creazione di contenuti o le vendite online. Sopra la media sono invece la visione di video condivisi da altri utenti e la partecipazione civica o politica.

Il nostro Paese è caratterizzato da forti di differenze territoriali nelle abilità informatiche.

Nelle attività svolte sul web le distanze sono minime per la fruizione di video o l’uso dei social network, ma diventano più rilevanti quando si esaminano i comportamenti proattivi quali il caricamento di contenuti o la ricerca di informazioni sulle wiki, soprattutto nella fascia tra 16 e 24 anni.

Entrambe le attività sono nettamente più diffuse nel Nord-est, in Liguria, Toscana, Piemonte, Umbria, e in Abruzzo e Basilicata tra le regioni meridionali, nettamente distanziate insieme al Lazio.

Materiali di approfondimento

I dati usati del Rapporto sulla Conoscenza 2018 sono disponibili sul Volume on line insieme al materiale usato per la presentazione del rapporto, disponibile su Slideshire e alla Galleria di foto.

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government italiano su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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