Enrico Alletto

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Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government forum su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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La storia di Anna ha 110 anni ma su Netflix trova nuova freschezza e convince

Quando si pensa ad Anna dai capelli rossi, almeno per chi è vicino alla mia generazione, torna alla mente un cartone animato giapponese del 1979 molto popolare e dall’inconfondibile sigla arrangiata nella versione italiana dal maestro Vince Tempera e poi il testo scritto dal paroliere e autore televisivo Luigi Albertelli.

Aprire Netflix e trovarsi davanti all’idea di vedere questa produzione mi ha lasciato un po perplesso e allo stesso tempo mi ha incuriosito, ma dopo alcune settimane ti incertezza, attratto anche dal trailer della prima stagione mi convinco e lo guardo. Quello che ho visto mi ha decisamente stupito!

La trama in breve (anzi brevissimo)

AnnaLa serie Netflix, come una lunghissima lista di trasposizioni cinematografiche, è tratta dal romanzo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery: Anne of Green Gables pubblicato per la prima volta nel 1908.

Anche se la trama la conoscono più o meno tutti dico giusto due parole per inquadrare meglio la serie.

Marilla e Matthew Cuthbert sono due fratelli che non si sono mai sposati e che vivono insieme nella fattoria “Green Gables” ad Avonlea, cittadina rurale dell’Isola di Prince Edward in Canada.

Matthew sta invecchiando e dal momento che non hanno mai avuto figli, i due decidono di adottare un ragazzo per avere un aiuto nel faticoso lavoro dei campi. Per un disguido, dall’orfanotrofio al posto del ragazzo arriva Anna che cambierà per sempre la vita degli anziani fratelli.

Location e personaggi convincenti

AnnaGuardando la serie la prima cosa che viene da pensare è la straordinaria fedeltà dei personaggi che sembrano usciti dal cartone animato e prima ancora dal libro della Montgomery.

Ma Anne with an “E” non si limita a questo, è molto di più!

Insieme a panorami mozzafiato e ad una cura maniacale del dettaglio troviamo per esempio la fattoria, la stazione, il carro, la scuola, gli oggetti di arredo, i vestiti, tutto ma proprio tutto talmente curato e realistico da catapultare lo spettatore insieme ai protagonisti nei luoghi della storia.

Per chi è interessato a questo aspetto suggerisco la clip The Making of Anne | Behind the Scenes.

Sceneggiatura e dialoghi ineccepibili

AnnaLa sceneggiatura della serie ha un’impalcatura forte e moderna che non flette praticamente mai, piacevolissima.

Il dialogo del primo incontro tra Anna e Matthew è memorabile così come in generale la personalità di Anna.

Tutto è  ben valorizzato da una ottima regia, attori dai volti credibili e, come già detto, da una fotografia di qualità.

Ogni puntata è un’emozione: divertimento, malinconia, tristezza, ansia, paura, ottimismo e molto altro riescono sempre a coinvolgere lo spettatore.

Anna e il resto del cast

AnnaVa subito detto che il cast di Anna non è composto da nomi illustri, ma da attori in grado di rappresentare al meglio in personaggi che interpretano.

La sedicenne canadese Amybeth McNulty ha pochissime esperienze come attrice professionista ed è stata scelta per il ruolo di Anna tra circa 1800 candidate.

Amybeth è semplicemente perfetta sia esteticamente sia come attrice. Dopo 110 anni dalla prima uscita del romanzo originale, molte trasposizione cinematografiche in alcuni casi incolore e un cartone animato di successo, Anna Shirley ha finalmente un volto che verrà ricordato negli anni a venire.

Tutti gli attori, non solo Anna, sono stati scelti con cura e restituiscono alla serie quella credibilità che forse è mancata in altri lavori di questo tipo.

Una menzione particolare merita secondo me l’attrice Geraldine James, forse il volto più noto del cast e con un ruolo anche nell’ultimo Star Wars, che interpreta una straordinaria e convincente Marilla Cuthbert.

La presenza di Geraldine affiancata a quella di Amybeth portano la serie ad avere una marcia in più.

Una storia antica con riferimenti moderni

AnnaLa storia di Anna è stata raccontata molte volte sullo schermo a partire dal 1919 e viene da chiedersi se abbia senso per Netflix investire in un progetto tutt’altro che originale.

Il racconto presenta molti spunti di modernità che gli autori sono riusciti a rivisitare e a portare con efficacia nella serie.

Il tema dell’amore tra due donne, dell’amico che si sente diverso, la discriminazione verso le persone di colore, la famiglia intesa come focolare in cui stringe chi si vuole bene, il bullismo non solo tra ragazzi, i pregiudizi, l’amicizia sincera, l’insegnante mediocre, la maestra emancipata che cambierà la vita di Anna, l’apertura contrapposta alla chiusura mentale e molto altro.

Anne with an “E” è pieno di emozioni e messaggi che pur arrivando da un’altra epoca riescono a trasmettere sapori e riferimenti del nostro tempo. Il trailer della seconda stagione in questo senso è molto evocativo!

Conclusioni

La serie coinvolge dalla prima puntata della prima stagione all’ultima puntata della seconda con soltanto una lieve flessione all’inizio della seconda stagione in cui sembra che gli autori si siano un po’ incartati con una storia di truffatori, ma dopo poco Anna decolla e supera in bellezza se stessa e la prima stagione.

AnnaMarilla è austera fuori ma con un animo sensibile dentro, povera in denari ma con quella capacità di non far mancare niente ad Anna da renderla una persona estremamente nobile.

Anna è perfetta nella sua semplicità e a tratti quasi inedita grazie ad alcuni flashback che raccontano di una bambina che ha vissuto (forse) abusi e ha visto cose che con l’aiuto della sua grande immaginazione e forza d’animo cerca di esorcizzare.

Gli ambienti semplici e gli oggetti antichi dei protagonisti ci catapultano in un tempo in cui il valore era attribuito alle persone prima che alle cose senza tralasciare riferimenti rilevanti ai temi dei nostri giorni.

AnnaAnne with an “E” o Chimatemi Anna nella versione italiana rappresenta oggi una delle serie di maggior qualità della piattaforma di streaming pur non essendo un genere tipico di Netflix e questo anzi conferisce maggiore valore ad un prodotto ispirato, appassionato e di grande pregio.

Dopo 110 anni, decine di lavori cinematografici e tante generazioni cresciute con il romanzo, la storia della ragazza di Green Gables trova in questa riedizione una forza inedita e forse inaspettata. Da vedere oggi più che mai!

 

Enrico Alletto

Lavoro in una multinazionale delle telecomunicazioni. Negli anni ho progettato e coordinato diverse iniziative pro bono con associazioni e pubbliche amministrazioni municipali, comunali e regionali sui temi della cittadinanza e dell’inclusione digitale. Ho contribuito ai tavoli dell’open government italiano su temi come partecipazione, open data e cittadinanza digitale. Da gennaio 2018 sono Formatore iscritto al Registro Internazionale IET. Credo nel lavoro di squadra e faccio il tifo per una scuola e una pubblica amministrazione più moderna e vicina ai cittadini! Non mi piacciono i toni aspri e le conversazioni online che non rispettano l’interlocutore.

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